Judith Borowski è una donna affascinante e brillante, nel solco di quelle grandi dirigenti tedesche che sanno farsi ascoltare. Negli ultimi mesi non ha esitato a prendere posizione contro gli episodi xenofobi e neonazisti avvenuti in Sassonia, culla dell’orologeria tedesca.
In questa pagina
- A proposito di NOMOS Glashütte
- Come spiega il successo di NOMOS Glashütte dopo appena 30 anni di vita?
- Ogni volta puntate all’eccellenza ? Non si può fare di meglio ?
- Dal 2014 padroneggiate lo scappamento, e ormai tutta la produzione di un orologio NOMOS. Perché questa tenace ricerca dell’indipendenza ?
- Avete già ricevuto numerosi premi di design. Nel 2018 è stata la volta del GPHG per il Tangente neomatik 41 update. Che cosa rappresentano per voi tutti questi premi ?
- A proposito di Judith Borowski
- Quale orologio indossa al momento di questa intervista ?
- Qual è il suo più bel successo in orologeria ?
- C’è una complicazione orologiera che ama in modo particolare ?
- Ha altre passioni oltre all’orologeria?
- Qual è il suo sogno più folle ?
- Qual è la sua definizione di lusso ?
- Quale marchio, a parte NOMOS Glashütte, incarna meglio il lusso secondo Judith Borowski?
- C’è un personaggio storico o contemporaneo che la ispira ?
- Quali sono le qualità che apprezza di più negli altri ?
- Quale citazione apprezza in modo particolare?
- Che ore sono all’ora di NOMOS Glashütte ?

Nata nel 1969, ha studiato criminologia, arte e scienze politiche prima di frequentare una scuola di giornalismo ad Amburgo. Ha lavorato a Londra, Lipsia, Dresda e Amburgo. La sua esperienza di redattrice all’ARD (rete televisiva tedesca) e per il «Financial Times Deutschland» ha influito molto sul suo approccio alla comunicazione, che ha voluto « fuori dagli schemi » e di grande efficacia per NOMOS Glashütte. Entrata in azienda nel 2001, Judith ne è socia da una decina d’anni buoni. Fa parte del comitato di direzione e ricopre il ruolo di direttrice creativa della Manifattura. In questa veste dirige anche « Berlinerblau », la sede berlinese del marchio che ospita, tra gli altri, i reparti Design e Comunicazione. Incontro con una donna le cui convinzioni sono pari soltanto alla dolcezza di una lettura in riva a un lago…

A proposito di NOMOS Glashütte
Si legge sul vostro sito internet che NOMOS Glashütte è la più grande azienda di orologeria meccanica della Germania. Quanti orologi producete ogni anno ?
Produciamo più del doppio degli orologi meccanici prodotti dall’azienda a noi più « vicina » a Glashütte (ride). Le cifre esatte non le comunichiamo…

In passato abbiamo pubblicato i nostri numeri, ma visto che i nostri vicini non pubblicavano i loro, abbiamo deciso di smettere. Per evitare che la cosa ci danneggiasse.

Il Bauhaus compie 100 anni. Tangente lo ha celebrato. Tutta la produzione NOMOS può richiamarsi al Bauhaus ?
Si può dire senza esitazione che il 100 % della nostra produzione si ispira a questa corrente artistica, diventata persino una corrente di pensiero. Ma non vogliamo riprodurre il Bauhaus o un design Bauhaus così com’era nel 1919. Oggi immaginiamo come sarebbe un orologio Bauhaus contemporaneo, chiedendoci che cosa vorrebbe portare al polso una persona sensibile a ciò che il Bauhaus sarebbe diventato nel 2019.
Sogno un pontile su un lago dove sedermi a leggere con i piedi nell’acqua.
Judith Borowski
Lavoriamo secondo i principi del Bauhaus, tra cui quello della forma che segue la funzione. Poiché non esistono fotografie a colori di quell’epoca, a volte si pensa che il Bauhaus fosse piuttosto austero. In realtà era un movimento pieno di colore, come si vede su certi tessuti o porcellane. Nel Bauhaus c’erano persino dei manierismi. Cerchiamo di tenere conto anche di tutto questo.

Tuttavia non ci ispira soltanto il Bauhaus, che è durato appena 14 anni. Prima c’era il Deutscher Werkbund, che esiste ancora e di cui siamo membri. C’è stata la scuola di design di Ulm e altre istituzioni. In questi ambienti si sono formati Max Bill e altri designer. Hanno creato uno « stato d’animo » in cui ci riconosciamo.
Come spiega il successo di NOMOS Glashütte dopo appena 30 anni di vita?
Torniamo all’idea del Bauhaus secondo cui servono i componenti migliori per ottenere i prodotti migliori. Da noi design e artigianato lavorano insieme. Non c’è gerarchia tra un reparto e l’altro. L’orologiaio e il designer stanno sullo stesso piano nel processo di creazione di un orologio. Il confronto è continuo, faccia a faccia. Il nostro motto è che nessuno dei nostri prodotti potrebbe essere realizzato meglio di come lo abbiamo fatto.

Ogni volta puntate all’eccellenza ? Non si può fare di meglio ?
Esatto ! È sicuramente una delle ragioni del nostro successo. L’altra dipende forse dal fatto che abbiamo sempre voluto coltivare la nostra originalità rispetto agli altri marchi. Abbiamo cercato e trovato i nostri clienti grazie a questa autenticità diversa. E infine, forse, abbiamo avuto anche un pizzico di fortuna (ride).

Dal 2014 padroneggiate lo scappamento, e ormai tutta la produzione di un orologio NOMOS. Perché questa tenace ricerca dell’indipendenza ?
Il nostro fondatore, Roland Schwertner, ha convinzioni forti. Un po’ come i tre amministratori, che hanno caratteri decisi (ride). Abbiamo un’idea ben salda di indipendenza e di libertà. C’è stata anche una parte di fortuna, perché quando la Svizzera ha annunciato che avrebbe ridotto le forniture di scappamenti, noi avevamo appena imparato a fabbricare il nostro. Quindi non ne abbiamo risentito e abbiamo potuto crescere a modo nostro, aumentando la produzione in base alla domanda del mercato. Non abbiamo subito i problemi di alcuni nostri colleghi. Anche questo ha contribuito al nostro successo.

Wir schaffen das !
Angela Merkel
Avete già ricevuto numerosi premi di design. Nel 2018 è stata la volta del GPHG per il Tangente neomatik 41 update. Che cosa rappresentano per voi tutti questi premi ?
Per NOMOS Glashütte è sempre un piacere. A volte capita di ricevere il quinto o sesto premio di una serie, quindi non è determinante. Non lavoriamo con questo obiettivo. Per i clienti, però, può avere un’importanza particolare. I nostri clienti ritroveranno queste informazioni su una rivista o su internet, e questo potrà sedurli o rassicurarli. Per questo i giudizi di giurie indipendenti o le prove delle riviste ci interessano in modo particolare.

A proposito di Judith Borowski
Quale orologio indossa al momento di questa intervista ?
Porto un Tangente, l’orologio classico di NOMOS Glashütte. È quello che indosso oggi, ma porto spesso volentieri anche un Metro. Cambio spesso, secondo i desideri e l’umore. In realtà vado per fasi: quando decido di cambiare, tengo lo stesso orologio per diversi giorni, a volte per diverse settimane.

Qual è il suo più bel successo in orologeria ?
Faccio parte dell’avventura NOMOS Glashütte dal 2001. E il successo più bello a cui ho partecipato è il modello Metro.

C’è una complicazione orologiera che ama in modo particolare ?
La riserva di carica mi dà la stessa informazione che trovo sul cruscotto della mia auto: quando è il momento di fare il « pieno di energia ». Perché a volte ho un po’ la testa tra le nuvole… (ride).

Ha altre passioni oltre all’orologeria?
Amo la letteratura, la vela e gli animali… Mi piacciono tutti gli animali. Sogno di avere un giorno un allevamento di pecore con un cane da pastore. Ma per ora ho solo due gatti… (ride).

Apprezzo l’empatia, la capacità di ascoltare l’altro, e la chiarezza.
Judith Borowski
Qual è il suo sogno più folle ?
Sogno un pontile su un lago dove sedermi a leggere con i piedi nell’acqua. Sogno questo scenario idilliaco e il tempo per goderselo…

Qual è la sua definizione di lusso ?
Esistono molte concezioni del lusso. Quella che preferisco è che il lusso sia un oggetto realizzato con amore, con i materiali migliori e dai migliori artigiani. Non deve essere ostentato, ma molto discreto.

Quale marchio, a parte NOMOS Glashütte, incarna meglio il lusso secondo Judith Borowski?
Direi Leica.
C’è un personaggio storico o contemporaneo che la ispira ?
Nella vita ci sono delle fasi, le cose possono cambiare o evolvere. Ma visto che me ne date l’occasione, vorrei rendere omaggio a mio padre, scomparso pochissimo tempo fa. È a lui che penso in questo momento, mentre mi fate questa domanda. Era una persona molto creativa, che aveva il dono di gioire di cose all’apparenza insignificanti.

Quali sono le qualità che apprezza di più negli altri ?
Apprezzo l’empatia, la capacità di ascoltare l’altro, e la chiarezza.

Quale citazione apprezza in modo particolare?
D’istinto direi « Anche il futuro era meglio prima » (traduzione letterale). È una citazione di autore ignoto. Altrimenti citerei Angela Merkel, che nel 2015 disse : « Wir schaffen das ! », cioè « Ce la faremo ! ».

Che ore sono all’ora di NOMOS Glashütte ?
Le 10:10, perché l’orologio sorride !



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