Fabienne Lupo è una figura imprescindibile del mondo dell’alta orologeria. Donna di carattere e di convinzioni, guida dal 2010 la Fondation de la Haute Horlogerie. Questa influente istituzione si dedica alla trasmissione del saper fare orologiero poggiando su quattro pilastri, stabiliti fin dalla sua nascita nel 2005 da Audemars Piguet, dal gruppo Richemont e da Girard-Perregaux. Informare, formare, certificare e organizzare: sono queste le quattro missioni di un’organizzazione che oggi riunisce 42 marchi partner e 23 marchi cosiddetti del perimetro. Il Salon International de la Haute Horlogerie è l’evento annuale di punta della Fondation de la Haute Horlogerie. È anche una tribuna da cui la sua Presidente diffonde i propri messaggi, e un’occasione per alcuni professionisti dell’orologeria di incontrarla.
In questa pagina
- Qual è il primo bilancio di questa 28ª edizione del SIHH?
- Può presentarci brevemente la Fondation de la Haute Horlogerie, ben nota ai professionisti ma non necessariamente al pubblico di appassionati e collezionisti?
- Signora Lupo, lei è senza dubbio un’amante dell’alta orologeria e dei bei segnatempo. Quale orologio porta al polso?
- Quale sarebbe per lei il più bel successo orologiero?
- Ama le complicazioni orologiere? E se sì, qual è la sua complicazione preferita?
- Signora Presidente, il suo è un mestiere di passione. Quali sono le sue altre passioni nella vita?
- Chi è il suo attore preferito?
- Il Salon International de la Haute Horlogerie è naturalmente alta orologeria. Ma è anche lusso. Quale sarebbe la sua definizione di lusso?
- C’è un personaggio storico o contemporaneo che la ispira, o che l’ha ispirata in un momento della sua vita?
- Non ha un mentore?
- Alla Fondation de la Haute Horlogerie, quante persone conta la squadra che dirige?
- Quali qualità apprezza nei suoi collaboratori?
- Signora Lupo, ultima domanda, essenziale. All’ora del SIHH, che ore sono?
- Biografia di Fabienne Lupo
Passion Horlogère ha avuto questo privilegio, il tempo di una conversazione amichevole, appassionata, punteggiata di humour e ricca di spunti. Vi invitiamo a scoprire colei che è ormai la prima donna a entrare nel nostro Who’s Who orologiero. Un onore!

Fabienne Lupo, grazie per averci accolto al Salon International de la Haute Horlogerie. Lei è la Presidente della Fondation de la Haute Horlogerie ed è un vero piacere intervistarla, perché sarà la prima donna a entrare nel Who’s Who di Passion Horlogère.
Grazie, grazie per l’onore che mi fate.
Qual è il primo bilancio di questa 28ª edizione del SIHH?
Il bilancio è molto positivo. Non abbiamo ancora chiuso le porte (intervista realizzata l’ultimo giorno del salone, NdR), ma sappiamo già che l’affluenza crescerà di circa il 20%, con circa 20.000 visitatori professionali arrivati da tutto il mondo. E poi aspettiamo stasera per sapere quanti visitatori del grande pubblico avremo, dato che la giornata del venerdì è riservata, tra l’altro, all’accoglienza del pubblico che desidera vedere questo salone, rimasto a lungo chiuso ai non addetti ai lavori.

Può presentarci brevemente la Fondation de la Haute Horlogerie, ben nota ai professionisti ma non necessariamente al pubblico di appassionati e collezionisti?
La Fondazione è un’istituzione che difende i valori e il saper fare dell’alta orologeria. Il nostro compito è promuoverne la conoscenza e la cultura. La nostra ambizione, senza alcuna presunzione, è essere una sorta di Ministero dell’alta orologeria. Per questo disponiamo di strumenti digitali, di un’enciclopedia online, di riviste e notizie online, organizziamo mostre, pubblichiamo libri… La nostra ultima pubblicazione, del resto, è «La beauté du temps», edita da Flammarion, che racconta la storia del volto degli orologi e della lettura dell’ora attraverso le correnti artistiche della storia. Siamo davvero come una corporazione che promuove i propri mestieri per accrescere il fascino dell’alta orologeria nel mondo, presso ogni tipo di pubblico.
Signora Lupo, lei è senza dubbio un’amante dell’alta orologeria e dei bei segnatempo. Quale orologio porta al polso?
Oggi porto un Piaget Altiplano, un orologio extrapiatto. È un modello maschile, che si addice al mio lato un po’ maschile (ride).

Quale sarebbe per lei il più bel successo orologiero?
Il più bel successo orologiero, intende il mio? (Ride). Il più bel successo orologiero è il Salon International de la Haute Horlogerie, che quest’anno ha compiuto 28 anni, e per quanto mi riguarda sono al mio ventesimo salone.
Ama le complicazioni orologiere? E se sì, qual è la sua complicazione preferita?
Sì…, sì, come tutte le donne, direbbe qualcuno, amo le complicazioni (sorride). Anche quelle orologiere. Ma ciò che mi tocca ancora di più nell’alta orologeria, in realtà, sono gli artigiani d’arte. Tutte quelle persone che lavorano per rendere ancora più belli questi movimenti eccezionali, altamente tecnici. Mi riferisco a chi si occupa di incisione, di incastonatura, della decorazione dei movimenti e dei quadranti, di smaltatura… Ci sono mestieri straordinari, competenze incredibili, ed è qualcosa che mi emoziona molto, che mi abbaglia davvero.

Signora Presidente, il suo è un mestiere di passione. Quali sono le sue altre passioni nella vita?
Purtroppo, per avere delle passioni bisogna avere molto tempo. E io non ne ho molto… Ma se avessi un po’ più di tempo, lo dedicherei di più a una passione che ho coltivato a lungo, che ho ancora e che ho un po’ messo da parte: il teatro. Amo molto il teatro, mi piace recitare e mi piace andare a teatro.
Chi è il suo attore preferito?
Oh, è difficile… direi che si tratta piuttosto di personaggi. E in effetti, per restare molto classica, amo molto il teatro di Molière.

Il Salon International de la Haute Horlogerie è naturalmente alta orologeria. Ma è anche lusso. Quale sarebbe la sua definizione di lusso?
È un po’ quello che le dicevo. È il tempo, ed è anche lo spazio… È la possibilità di stare con le persone che si amano. Di potersi prendere del tempo con le persone con cui si sta bene. E il lusso non è necessariamente possedere oggetti. Il lusso è sapersi concedere un piacere ogni giorno, costantemente. Ed è vero che il tempo e lo spazio sono valori indispensabili, almeno per il mio lusso.
C’è un personaggio storico o contemporaneo che la ispira, o che l’ha ispirata in un momento della sua vita?
Domanda difficile, perché se si parla di personaggi storici si viene subito etichettati, e se si parla di persone viventi, quelle che non vengono citate le diranno: «Ma come, non sono io a ispirarti?» (ride). Quindi è un po’ complicato…
Non ha un mentore?
No…, anzi sì, ho dei mentori. I primi sono stati i miei genitori, poi ho avuto mentori professionali, in particolare l’ultimo di loro, Franco COLOGNI. È una grande personalità dell’alta orologeria. Un signore estremamente colto, estremamente raffinato, estremamente brillante, con cui lavoro da 20 anni e, spero, ancora per molto. Ma per quanto riguarda i personaggi storici e simili… non sono una grande fan. Non ho l’animo della fan.

Alla Fondation de la Haute Horlogerie, quante persone conta la squadra che dirige?
Attualmente siamo 37 persone e abbiamo due attività ben distinte. La prima è l’organizzazione del Salon International de la Haute Horlogerie. La seconda è la promozione delle attività culturali legate all’orologeria. Lo facciamo attraverso mostre ed eventi «retail» che possiamo organizzare sui vari mercati. Per esempio, dal 16 al 19 febbraio realizzeremo un «Watches and Wonders» a Miami, all’interno del Miami Design District, dove presenteremo mostre, laboratori di iniziazione all’orologeria e conferenze. Vogliamo davvero portare la buona parola dell’orologeria nel mondo. Queste attività rappresentano una parte importante della Fondazione, così come le attività di formazione. Perché è davvero importante formare il personale di vendita e di rappresentanza, soprattutto oggi che i clienti sono estremamente preparati, estremamente competenti. La Fondation de la Haute Horlogerie ha anche la missione di trasmettere le proprie conoscenze e di diffondere il proprio saper fare attraverso programmi di iniziazione, di formazione e di certificazione.

Quali qualità apprezza nei suoi collaboratori?
Per me le qualità principali sono la lealtà e la fedeltà. Quando si è leali e fedeli, si può fare tutto.
Signora Lupo, ultima domanda, essenziale. All’ora del SIHH, che ore sono?
Sono le 15:21 sul mio Piaget Altiplano.
Biografia di Fabienne Lupo
Nominata Presidente e Direttrice Generale della Fondation de la Haute Horlogerie nel 2010, Fabienne Lupo si impegna dal 1999 a portare nel mondo il messaggio di eccellenza dell’alta orologeria. Sotto il suo impulso, il Salon International de la Haute Horlogerie, che all’epoca cominciava ad aprirsi ad altri marchi, è progressivamente diventato un evento professionale esclusivo di fama internazionale, che oggi accoglie oltre 18.000 visitatori su 55.000 m2: Fabienne ha accompagnato lo sviluppo del SIHH seguendo le candidature delle Maison e il consolidamento dei gruppi orologieri. Dal 2017 il SIHH apre le porte al pubblico per una giornata.

Diplomata all’Ecole Supérieure de Commerce di Tolosa e poi all’Université Paris-Dauphine, dove ha completato la sua formazione con un DESS in Marketing e Modellizzazione matematica, questa francese originaria del Sud ha iniziato la carriera nell’industria del lusso e della cosmetica, presso L’Oréal e Givenchy Parfums. È poi entrata in Secodip (Gruppo Sofres), dove si occupava di consulenza e ricerche di mercato nel campo della comunicazione e degli investimenti pubblicitari per un portafoglio di clienti internazionali. Le sue doti organizzative e gestionali si sono confermate quando è stata nominata Commissario Generale della Fiera Internazionale di Marsiglia (SAFIM), seconda fiera di Francia per affluenza e notorietà (400.000 visitatori, 1.500 espositori), e di numerosi altri saloni della vita marsigliese (Salone Nautico, Salone della Moto, Fiera di Primavera ecc.).
Nel 1999 si trasferisce a Ginevra ed entra nel Comité International de la Haute Horlogerie in qualità di Segretario Generale. Lavora quindi al successo del SIHH e all’affermazione dell’alta orologeria: nel 2005 diventa Direttrice Generale della Fondation de la Haute Horlogerie (FHH), fondazione privata creata da tre grandi protagonisti del settore: il gruppo Richemont, Audemars Piguet e Girard-Perregaux. Il ruolo di questa fondazione, oltre all’organizzazione del SIHH, è promuovere nel mondo la cultura, il saper fare e i valori dell’alta orologeria.

Donna di vocazione, Fabienne si è impegnata a sviluppare a livello internazionale le missioni di informazione e di formazione della Fondazione. Alimentata dalla sua energia e dalla sua capacità di aggregare, la FHH è diventata un’istituzione di riferimento, che oggi conta 42 Maison partner, delegazioni in più di quindici mercati e una rete di ambasciatori in costante espansione.
Sotto la sua guida, la Fondazione conferma il proprio ruolo di riferimento legittimo e imprescindibile nella difesa e nella diffusione dell’alta orologeria. Promuove una riflessione sull’industria e sulla sua evoluzione attraverso l’organizzazione di forum, pubblica volumi e realizza studi mirati: altrettante azioni concrete che confermano l’ambizione della Fondation de la Haute Horlogerie.

Attenta all’evoluzione dell’economia e dell’industria, dal 2013 e per 3 anni la FHH ha organizzato il salone Watches & Wonders a Hong Kong, conquistando così il territorio dell’alta orologeria in Asia. Altri progetti si stanno sviluppando nel resto del mondo, in particolare a Miami.
Oggi la Fondazione prosegue il suo ruolo di riferimento nell’alta orologeria, tra l’altro con la pubblicazione del Libro Bianco dell’alta orologeria, che definisce i contorni di questo universo particolare e i marchi che lo compongono.

Oltre alle sue attività per la FHH, Fabienne Lupo siede anche nel board di Time Vallée e della Michelangelo Foundation for Creativity and Craftmanships.
Da scoprire
Fabienne Lupo presenta l’edizione 2018 del SIHH, Journal de la Haute Horlogerie,
Fabienne Lupo, «A powerful woman in a watch’s world», di Ariane Tavakol, Discover Out Loud.



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