
Stephan Ciejka è un uomo riservato che un’intera professione conosce, ma di cui pochi riescono a svelare i segreti. Passa con l’agilità di un felino dall’ombra alla luce: è al tempo stesso un habitué dei grandi saloni dell’orologeria e dei riflettori della giuria del Grand Prix d’Horlogerie de Genève, così come delle riunioni dei “pezzi grossi” del settore o dei discreti incontri ristretti organizzati da alcuni CEO di grandi marchi. Direttore editoriale de La Revue des Montres , di cui è uno dei fondatori, ha contribuito alla nascita o alla rinascita di numerose maison orologiere svizzere in un’epoca in cui il settore non conosceva ancora il successo che lo contraddistingue oggi. Stephan è un uomo influente nel mondo dell’orologeria, capace sia di un dono dell’ubiquità che lo rende quasi imprescindibile, sia di coltivare l’aura di mistero di una leggenda che lo circonda e che si è costruita nel tempo. Un enigma per alcuni, un punto di riferimento per altri… Incontro con un uomo che non lascia indifferenti.
In questa pagina
- Che orologio indossa durante questa intervista?
- Qual è, secondo lei, il più grande successo dell’orologeria?
- Qual è la sua complicazione preferita?
- Quali altre passioni ha oltre all’orologeria?
- Qual è l’auto dei suoi sogni?
- Qual è il suo vino preferito?
- Come definirebbe il lusso?
- Quale marchio (orologiero o meno) incarna meglio il lusso secondo lei?
- Quale personaggio storico o contemporaneo la ispira?
- Quale qualità apprezza di più negli altri, e quale difetto si rimprovera?
- C’è una citazione che ama particolarmente?
- Che ore sono?

“Appassionato di oggetti tecnici fin dalla più tenera età, ho scoperto davvero l’orologio meccanico all’inizio degli anni Ottanta, quando ho iniziato a collezionare con una certa costanza tutto ciò che gli orologiai svizzeri, tedeschi o francesi avevano prodotto, orologi da polso e non solo, per le varie forze armate del mondo. All’epoca eravamo in pochissimi a interessarci agli orologi da polso: gli intenditori erano concentrati soprattutto sugli orologi da tasca. Ho conosciuto un collezionista giapponese, il signor Imai, che condivideva la mia passione e possedeva un gruppo editoriale. Mi ha chiesto di collaborare con lui ad alcuni articoli e a una piccola guida agli orologi militari. Il resto è venuto da sé, con un po’ di lavoro e parecchia convinzione.”

| Cognome | Ciejka |
|---|---|
| Nome | Stephan |
| Età | 62 anni |
| Stato civile | Sposato |
| Numero di figli | 1 figlio |
| Ruolo attuale | Direttore editoriale de La Revue des Montres e responsabile del polo Orologeria presso Editions Jalou |

Ultimi tre incarichi legati all’orologeria:
Non provengo dalla filiera orologiera. Quando ho cominciato a interessarmi al settore, questo usciva da una grande crisi e stava ritrovando la speranza grazie a visionari come Nicolas G. Hayek.
Ultimo diploma conseguito: il brevetto di primo soccorso, poco dopo gli attentati dello scorso anno a Parigi, a due passi da casa mia. Sentivo il bisogno di rinfrescare le mie conoscenze in materia di pronto soccorso

Che orologio indossa durante questa intervista?
Un Tudor prodotto in serie limitata per il 25° anniversario del COS, il Commandement des Opérations Spéciales, in acciaio con bracciale in acciaio.


Qual è, secondo lei, il più grande successo dell’orologeria?
È un po’ riduttivo, ma credo che negli ultimi trent’anni sia l’industria orologiera svizzera nel suo insieme a meritare questo riconoscimento.
Qual è la sua complicazione preferita?
Il calendario perpetuo. È un esercizio orologiero molto delicato, per il quale bisogna avere solide basi.

Quali altre passioni ha oltre all’orologeria?
Ne ho molte: la fotografia, naturalmente, ma anche i viaggi e l’antiquariato.

Qual è l’auto dei suoi sogni?
La DeLorean DMC-12 modificata di Ritorno al futuro, il mezzo perfetto per essere sempre puntuali.

Qual è il suo vino preferito?
I miei gusti mi portano verso i Bordeaux rossi, ma sono ben lontano dall’essere un intenditore.
Come definirebbe il lusso?
Come un lavoro da alchimista. Il risultato di una reazione riuscita tra componenti spesso rari e originali, preparati con cura, che approda a una certa forma di perfezione senza tempo. È uno dei pochi valori universali.

Quale marchio (orologiero o meno) incarna meglio il lusso secondo lei?
Gli Ateliers des Maîtres d’Art sono una delle iniziative che simboleggiano meglio l’eccellenza dei mestieri del lusso. Inoltre, l’obbligo di trasmettere il proprio sapere formando degli apprendisti garantisce la continuità di questa iniziativa.

Quale personaggio storico o contemporaneo la ispira?
Senza dubbio Henri Cartier-Bresson: ammiro il modo in cui ha saputo cogliere il mondo. Non si dice forse che un’immagine vale più di mille parole?

Quale qualità apprezza di più negli altri, e quale difetto si rimprovera?
La lealtà e la generosità in ogni cosa, senza alcun dubbio. Quanto a me, faccio fatica a combattere la mia golosità.
C’è una citazione che ama particolarmente?
“The Only Easy Day Was Yesterday”: si adatta bene alla realizzazione delle riviste e alla stampa, dove ogni mese tutto ricomincia come il primo giorno.

Che ore sono?
0930Z, cioè le 9:30 UTC.



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