
A poche settimane dai Geneva Watch Days 2026, la Fondation Dominique Renaud conferma di non voler soltanto accompagnare le evoluzioni dell’orologeria contemporanea: intende partecipare alla sua trasformazione intellettuale. Fedele alla propria vocazione di esplorare le molteplici dimensioni del tempo, l’istituzione neocastellana svela un autunno articolato attorno a tre progetti maggiori. Un convegno dedicato alla cosmologia, un progresso significativo del progetto orologiero sperimentale Memento Vivere e la prossima creazione di uno spazio collaborativo destinato agli orologiai indipendenti illustrano un’ambizione che va ben oltre l’ambito della misurazione del tempo.
In un settore in cui la precisione meccanica occupa spesso il centro della scena, la Fondation Dominique Renaud ricorda che un orologio è prima di tutto il riflesso di una riflessione sul tempo stesso. Un approccio singolare che oggi ne costituisce la forza.
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Amplitude II: quando la cosmologia incontra l’orologeria

Dopo una prima edizione molto apprezzata nel 2025, dedicata al tempo vissuto e al tempo raccontato, la Fondation cambia radicalmente prospettiva con Amplitude II. Il convegno, organizzato il prossimo 3 settembre presso il Padiglione dei Geneva Watch Days, si interesserà questa volta al tempo cosmologico sotto un titolo particolarmente evocativo: « Le Temps de l’Univers, le Temps que Nous Imaginons ».
La domanda può sembrare vertiginosa, ma tocca il cuore stesso dell’orologeria: il tempo esiste indipendentemente dalla nostra percezione o non è che una costruzione dell’osservatore? Un interrogativo filosofico che oggi trova eco nelle ricerche più avanzate della fisica contemporanea.
Per alimentare questa riflessione, la Fondation riunirà quattro personalità di primo piano della cosmologia mondiale: Thomas Hertog, ex collaboratore di Stephen Hawking, Janna Levin, specialista dei buchi neri e delle onde gravitazionali, Katie Mack, i cui lavori riguardano i possibili scenari della fine dell’Universo, nonché Didier Queloz, premio Nobel per la fisica 2019 per la scoperta del primo esopianeta orbitante attorno a una stella simile al Sole.
Sotto la moderazione della giornalista franco-britannica Louise Ekland, questi scambi promettono di offrire una prospettiva inedita su una nozione che irriga tanto la fisica fondamentale quanto la creazione orologiera.
L’iniziativa testimonia una convinzione forte di Dominique Renaud: l’orologeria non può continuare a innovare senza dialogare con le altre discipline scientifiche, filosofiche e artistiche.
Memento Vivere supera una tappa decisiva

Altra annuncio importante di questo autunno: il progetto Memento Vivere entra ormai in una fase attiva di sviluppo.
Nato nel 2024 da una collaborazione tra la Fondation Dominique Renaud e l’École nationale supérieure de création industrielle (ENSCI), questo concetto ideato dal designer Benoît Porte-Proust si allontana radicalmente dalle visualizzazioni tradizionali dell’ora.
Il suo principio è tanto semplice quanto affascinante: rendere il trascorrere del tempo fisicamente visibile. Invece di indicare le ore in modo convenzionale, il quadrante evolve lentamente nel corso degli anni grazie a un procedimento di embossatura estremamente progressivo. Il tempo non si legge più soltanto; lascia un’impronta tangibile sulla materia.
Dopo diciotto mesi di ricerche, i principi meccanici del movimento sono stati validati e le prime prove funzionali confermano la pertinenza del concetto. Le squadre entrano ormai in una fase essenziale dedicata alle sperimentazioni sui materiali e allo sviluppo di un banco di prova specifico.
Questo approccio illustra perfettamente la filosofia difesa dalla Fondation: documentare ogni fase del processo di creazione in uno spirito di open science, affinché le conoscenze acquisite possano beneficiare l’intera comunità orologiera.
Un’intelligenza artificiale al servizio degli orologiai indipendenti

Il terzo annuncio è probabilmente il più strutturante per il futuro della creazione indipendente.
La Fondation Dominique Renaud prepara il lancio di uno spazio digitale collaborativo destinato a orologiai, ingegneri e creatori indipendenti. L’obiettivo è favorire lo scambio di conoscenze ed evitare che idee promettenti scompaiano per non aver trovato le competenze capaci di farle progredire.
L’originalità del progetto risiede nello sviluppo di un motore di intelligenza artificiale concepito specificamente per l’orologeria. A differenza degli strumenti generalisti, questa intelligenza artificiale integrerà il vocabolario tecnico, la storia dei movimenti, i vincoli meccanici e i saperi propri della disciplina.
Il suo ruolo non sarà di sostituire il lavoro dei progettisti, ma di accompagnarli identificando piste già esplorate, mettendo in relazione problematiche simili o suggerendo accostamenti con altri ambiti scientifici.
Questo approccio potrebbe modificare profondamente i metodi di lavoro degli orologiai indipendenti, tradizionalmente legati a una certa riservatezza attorno alle proprie ricerche.
Pensare il tempo prima di misurarlo
Attraverso queste tre iniziative, la Fondation Dominique Renaud persegue un’ambizione che le è propria: rimettere la riflessione sul tempo al centro dell’innovazione orologiera.
Mentre l’industria concentra spesso il proprio discorso sulle prestazioni tecniche, sui nuovi materiali o sulle complicazioni, la Fondation ricorda che l’orologeria è prima di tutto nata da un interrogativo universale: che cos’è il tempo?
Riunendo fisici, designer, ingegneri e orologiai, apre un dialogo raro tra discipline che si incrociano poco, ma che condividono una stessa ricerca di comprensione.
Questo autunno 2026 segna così una nuova tappa nella costruzione di un vero laboratorio di idee, dove la ricerca fondamentale, la sperimentazione orologiera e le tecnologie emergenti convergono per immaginare le rappresentazioni del tempo di domani. Un approccio singolare che conferma come il futuro dell’orologeria non si giochi soltanto negli atelier di fabbricazione, ma anche nelle idee che li ispirano.
Domande frequenti
Amplitude II, un convegno che collega cosmologia e orologeria; una nuova fase di sviluppo decisiva per il progetto sperimentale di orologio Memento Vivere; e il prossimo lancio di uno spazio digitale collaborativo per gli orologiai indipendenti.
È la seconda edizione del convegno della Fondation sulle rappresentazioni del tempo, che si terrà il 3 settembre 2026 presso il padiglione dei Geneva Watch Days con il titolo « Le Temps de l’Univers, le Temps que Nous Imaginons ». Questa edizione esplora il tempo cosmologico e il modo in cui la nostra percezione lo plasma.
Quattro cosmologi di primo piano — Thomas Hertog, ex collaboratore di Stephen Hawking; Janna Levin, specialista dei buchi neri e delle onde gravitazionali; Katie Mack, nota per i suoi lavori su come potrebbe finire l’Universo; e Didier Queloz, premio Nobel per la fisica 2019 — con la discussione moderata dalla giornalista Louise Ekland.
Un progetto sperimentale di orologio nato nel 2024 da una collaborazione con l’ENSCI e ideato da Benoît Porte-Proust. Invece di indicare le ore in modo convenzionale, il suo quadrante cambia lentamente nel corso degli anni attraverso un processo di embossatura graduale, rendendo fisicamente visibile lo scorrere del tempo. Dopo diciotto mesi di ricerca i suoi principi meccanici sono stati validati.
La Fondation sta preparando uno spazio digitale collaborativo costruito attorno a un motore di IA specifico per l’orologeria, capace di comprendere il vocabolario tecnico del settore, la storia dei movimenti, i vincoli meccanici e i saperi. Il suo scopo non è sostituire gli orologiai indipendenti, ma aiutarli a condividere le conoscenze, collegare problemi simili ed esplorare nuove strade.



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