Roy Baierlein è il fondatore del Centre Horloger de Provence, situato a Entraigues-sur-la Sorgue. Vero tuttofare della micromeccanica e appassionato del Tempo, accoglie i visitatori in un luogo unico che riunisce un negozio, un centro di formazione, un museo privato, una piattaforma tecnica e un laboratorio di produzione. Tra il restauro di una pendola del XVIII secolo, una conferenza sull’origine del tempo e una formazione per le addette alla vendita di un grande gruppo orologiero, siamo riusciti a incontrarlo per conoscere meglio la sua personalità. Intervista senza filtri a un orologiaio senza compromessi.
In questa pagina
- Biografia e percorso personale
- Intervista a un appassionato
- Quale orologio indossa in questo momento?
- Qual è il suo più grande successo in orologeria?
- Qual è la sua complicazione orologiera preferita?
- Quali altre passioni ha oltre all’orologeria?
- Qual è l’auto dei suoi sogni?
- Qual è il suo piatto preferito?
- Come definirebbe il lusso?
- Quale marchio (orologiero o no) incarna meglio il lusso secondo lei?
- Quale qualità apprezza di più negli altri, e quale difetto rimpiange di avere?
- Quale citazione apprezza particolarmente?
- Che ore sono?

Biografia e percorso personale
Roy è nato il 5 agosto 1962 nel settore americano di Berlino. Tedesco, è arrivato in Francia all’età di 6 anni. A 15 anni entra all’Ecole Nationale d’Horlogerie di Cluses, in Alta Savoia. È lì che, un anno più tardi, conosce Valérie, che diventerà sua moglie e alla quale riconosce “un merito immenso” (parole sue). Tra il 1981 e il 1983 svolge numerosi tirocini, prima di aprire un laboratorio nel centro storico di Avignone, alle spalle del Palazzo dei Papi. Nel 1986 la coppia affianca al laboratorio un negozio, questa volta proprio di fronte al Palazzo dei Papi.

Nel 2006 acquistano il Moulin de Valobre a Entraigues-sur-la-Sorgue, in posizione ideale a 8 km dall’uscita autostradale di Avignon Nord (A7) e sull’asse Avignone / Carpentras. Con il centro di Avignone ormai impraticabile in auto, i clienti avevano sempre più difficoltà a raggiungere la coppia di orologiai. Nel 2009, dopo importantissimi lavori di restauro del mulino per trasformarlo nel Centre Horloger de Provence, avviene così il trasferimento dell’attività. Con una superficie di quasi 600 m2, Roy ha potuto riunire tutte le sue attività:
i 4 laboratori (orologi da polso, pendole e orologi da parete, fabbricazione, progettazione), un negozio con una decina di marchi di orologi, cinturini e accessori, un centro di formazione e l’esposizione di una collezione privata.
Tutte queste attività e questo savoir-faire sono stati premiati per tre volte con il titolo di Entreprise du Patrimoine Vivant (EPV), nel marzo 2008, nel giugno 2014 e nell’ottobre 2020. Roy ha inoltre ricevuto il titolo di Maître Artisan en Métier d’Art nel dicembre 2013 e la medaglia del riconoscimento artigianale nel maggio 2019.
Il Centre Horloger de Provence è anche piattaforma tecnica per il Ministero del Lavoro francese, per la formazione finalizzata al reinserimento o alla riqualificazione professionale.

Intervista a un appassionato
Quale orologio indossa in questo momento?
Porto un Eterna tipo 1935 in acciaio, su un bellissimo cinturino in struzzo grigio di Camille Fournet.

Qual è il suo più grande successo in orologeria?
I nostri laboratori, perché ci permettono di ridare vita a ogni tipo di segnatempo:
– l’orologeria d’alta epoca,
– gli orologi a coq,
– gli orologi da tasca con o senza complicazioni,
– gli orologi da polso di ogni marca,
– le pendole e gli orologi in generale, compresi quelli dei campanili,
– gli strumenti di bordo,
– gli automi,
– i carillon,
– i barometri…
Lavoriamo anche sulla prototipazione e sulla realizzazione dei nostri orologi (in serie piccolissime o addirittura in pezzo unico).
Qual è la sua complicazione orologiera preferita?
Tutte, purché siano realizzate con passione.

Quali altre passioni ha oltre all’orologeria?
Fin troppe!
Quella più legata all’orologeria è la storia, con la S maiuscola. Più di 1000 libri sull’orologeria si accumulano sugli scaffali delle mie varie librerie. È una passione divorante, al punto che sto per aggiungerne qualcuno anch’io, con qualche “scarabocchio”. Sto finendo un primo libro, che nasce dalla mia conferenza sulla storia del tempo. Uscita prevista nel corso del 2022.

Qual è l’auto dei suoi sogni?
Una Bugatti Type 35.
Il suo fondatore, Ettore Bugatti, avrebbe potuto fare l’orologiaio: il suo motto non era forse “Niente è troppo bello, niente è troppo caro”?
Ettore e la sua squadra erano sempre alla ricerca della perfezione. Ha depositato più di 1000 brevetti, esattamente nello spirito degli orologiai: spingere sempre più in là i limiti della meccanica.
I cruscotti delle Bugatti non sono forse perlati come tanti dei nostri orologi? Un caso?

Qual è il suo piatto preferito?
Quello che mi impone il mio cardiologo, la forza di volontà!!!
Come definirebbe il lusso?
Per quanto mi riguarda, il lusso non è in alcun modo legato soltanto a una questione di prezzo o di valore.
Il lusso è il superfluo, spesso perfino l’inutile. Certo, è caro, ma che cosa vuol dire caro? Per alcuni una somma enorme sarà una miseria per altri. Trovo un peccato questo legame diretto tra lusso e denaro. In orologeria ancora di più… E si avverte nel piacere di indossare l’oggetto.
Confrontiamo un Rolex, dove il minimo micrograffio diventa motivo di angoscia, e un anello splendido che le nostre metà portano 24 ore su 24, 7 giorni su 7, giardinaggio e faccende domestiche compresi (senza alcuna intenzione misogina, sia chiaro). Semplicemente, le nostre mogli ci danno una lezione vivendoci insieme, per puro piacere. Non è forse questo il più grande dei lussi?
Il lusso può anche essere la scoperta di un oggetto desiderato a lungo. Diventa allora il lusso di possedere, o ancora il lusso di realizzare, forse anche di creare… una somma infinita di piaceri.

Quale marchio (orologiero o no) incarna meglio il lusso secondo lei?
Breguet, per la sua storia. Daniels, per il suo sapere.
Quale personaggio (storico o contemporaneo) la ispira?
Mi ispirano molte personalità. Ogni epoca ha visto nascere aguzzini, dittatori e altri folli. Ma per fortuna il bene e il male, il bianco e il nero, lo yin e lo yang hanno permesso a quel microcosmo che è la Terra di veder sorgere Uomini con la U maiuscola. Il primo che mi viene in mente è il Leone del Panshir: il comandante Ahmad Shah Massoud.
Oppure, in un campo completamente diverso, MADAME Simone Veil.
Quale qualità apprezza di più negli altri, e quale difetto rimpiange di avere?
Apprezzo davvero l’apertura mentale. Senza di essa nulla è possibile!
Quanto a me, il mio difetto principale sarebbe: TESTARD! Aggiungo, per i nostri lettori “del Nord”, cioè a nord di Montélimar, la definizione di Testard: “È un termine familiare provenzale che indica una persona testarda oltre ogni ragionevolezza.”

Quale citazione apprezza particolarmente?
Quella attribuita a Leonardo da Vinci: “I dettagli fanno la perfezione, e la perfezione non è un dettaglio”.
Che ore sono?
Non ne ho idea: il tempo, così come lo concepiamo nelle nostre vite frenetiche, non ha alcun interesse per me.



















Lascia un commento