In questa nuova giornata di udienza, il processo agli 8 imputati nel caso di contraffazione di orologi in banda organizzata prosegue il suo corso in modo molto metodico. Dopo l’esposizione contraddittoria dei fatti, abbiamo potuto assistere alle arringhe delle parti civili, ed è ora il turno dell’Amministrazione delle Dogane, anch’essa parte civile, di esporre le proprie conclusioni, tramite il proprio agente. Seguiranno poi le richieste della Procura (Parquet). Ecco una selezione dei passaggi salienti!
A parlare per primo è stato un agente delle dogane, per far valere le richieste della sua amministrazione. “Il fascicolo è iniziato con un controllo di un pacco. Venivano utilizzati due nomi per la stessa persona, che veniva a ritirare i pacchi con carte d’identità false. Questa persona, Florian R., ha dichiarato alla fine 20 orologi al mese e 50 doublettes. Ha anche dichiarato di rifornirsi presso Julien V. e direttamente dalla Cina. Ciò costituisce, per l’amministrazione delle dogane, un reato di detenzione di merci ritenute contraffatte ai sensi dell’articolo 215 del Codice delle Dogane. Alla prima richiesta, questo individuo avrebbe dovuto fornire un giustificativo, altrimenti, ai sensi dell’articolo 419 del Codice delle Dogane, questa merce è considerata come importata in contrabbando.”

“Il signor Florian R. è stato fermato con 12 orologi e ha dichiarato di averne rivenduti 300 su La Genèverie. Il signor Florian V. ha dichiarato di aver smerciato 9.600 falsi Rolex e 2.400 altri orologi di contraffazione che copiavano altri marchi. Inoltre, ai sensi dell’articolo 392 del Codice delle Dogane, i due imputati si trovano in una situazione di presunzione di responsabilità, con l’onere di dimostrare la buona fede. Il detentore è considerato l’importatore o il destinatario reale. Ci troviamo di fronte a un caso di inversione dell’onere della prova. Vi è un’intenzione colpevole di Julien V. riconosciuta e accertata. Quanto a Florian R., ha dichiarato di essersi rifornito una sola volta presso Julien V., il che contraddice quanto dimostrato dagli inquirenti.”

“Vi è dunque una responsabilità ai sensi dell’articolo 392 del Codice delle Dogane. I valori e le quantità in gioco sono straordinari. L’ammenda si baserà sul valore delle merci reali che sono state contraffatte. Questo per un effetto dissuasivo e in virtù di diverse giurisprudenze risalenti al 2010, al 2012, eccetera. Per il signor Florian R., dopo le indagini, possiamo stabilire un minimo di 240 orologi, più le 50 doublettes, più gli orologi sequestrati. Ciò corrisponde a un valore di 3.000.000 € più 108.600 € per gli orologi sequestrati. Confrontando questo dato con l’analisi dei suoi conti bancari e gli elementi dell’inchiesta doganale, si constata che in 13 giorni ha ricevuto 12 orologi, il che corrobora i 20 orologi al mese.”

“Per quanto riguarda Julien V., abbiamo avuto una dichiarazione di 200 doublettes di Rolex Daytona vendute a Florian R. Ma per quanto riguarda il suo traffico, abbiamo qualcosa di molto più rilevante. Sulla base delle sue dichiarazioni di 12.000 orologi venduti, di cui l’80% contraffacenti il marchio Rolex e il 20% contraffacenti altri marchi di lusso, abbiamo stabilito un prezzo medio che ci ha permesso di arrivare a un valore totale di 354 milioni di €.”

“Ai sensi dell’articolo 369 del Codice delle Dogane, il Tribunale può ridurre l’importo dell’ammenda in base all’entità e alla gravità della frode commessa, come menzionato da una giurisprudenza della Corte di Cassazione del 7 febbraio 2024. Questa condanna deve essere solidale, ai sensi dell’articolo 406 del Codice delle Dogane, sebbene l’amministrazione delle dogane chiederà di limitarla in base al pregiudizio causato. Chiediamo dunque al Tribunale di dichiarare colpevoli i signori Florian R. e Julien V. e che siano condannati a 354.571.500 €, limitando l’ammenda del signor Florian R. a 3.108.600 €. Il tutto accompagnato dal sequestro delle merci oggetto della frode.”

Dopo questa progressiva escalation giuridica e tecnica delle diverse parti civili, arriviamo al punto essenziale di ogni processo: le richieste della Procura.
La Procura (Parquet), altrimenti chiamata Ministero Pubblico, interviene durante un processo per rappresentare gli interessi della Società. Si tratta di magistrati, gli unici a essere subordinati al Ministro della Giustizia. E attraverso le loro richieste, si può, per estrapolazione, cogliere la politica penale del Governo in carica.
Il procuratore della Repubblica ha iniziato la sua requisitoria con il capitolo “Volrys”, qualificato come “Re dei documenti falsi”. Questo famoso Volrys, di cui la Geneverie di Florian R. era uno dei clienti, tra molti altri. Non ci soffermeremo su questo capitolo, per quanto importante, poiché non riguarda l’orologeria, il nostro centro di interesse. Ma se desiderate saperne di più, vi consigliamo di ascoltare “Code Source“, un podcast del quotidiano “Le Parisien”. Preciseremo tuttavia che contro di lui sono stati richiesti 6 anni di carcere, di cui 4 anni fermi accompagnati da un ordine di carcerazione (incarcerazione successiva alla pronuncia della pena da parte del Tribunale, NDR). Dopo le richieste, l’avvocato di Volrys ha giudicato questa richiesta della Procura del tutto assurda, ricordando che alla Corte d’Assise di Parigi un uomo era appena stato condannato a 6 anni di carcere per uno stupro incestuoso…

Le richieste della Procura hanno sorpreso le persone presenti al processo. Mentre il procuratore della Repubblica esponeva le sue argomentazioni, non era raro osservare persone che cercavano di incrociare lo sguardo con altre, come per condividere uno stupore, un disagio, o un attimo di complicità. Una certa forma di “imbarazzo” (Le Petit Robert 2023, NDR) ha pervaso la 13ª sezione penale del Tribunale giudiziario di Parigi (Tribunal Judiciaire de Paris). La signora procuratrice ha paragonato questo caso al sistema solare, dove il sole sarebbe la frode, e ciascuno degli imputati un pianeta di tale sistema, con una vicinanza più o meno importante al sole, quindi alla frode. Ben argomentata, avrebbe potuto essere una metafora interessante, ma presentata con un’argomentazione così poco convincente che un adolescente insolente l’avrebbe senza dubbio definita “un flop totale”! Era a dir poco eloquente! Scegliamo dunque di riportarvi soltanto i passaggi più pertinenti, tecnici e relativi al fascicolo. Lasciamo l’astronomia agli astronomi…

“Julien V. ha sempre voluto brillare. Ha ostentato la sua ricchezza e non ha utilizzato alcun sistema per anonimizzare la propria identità (a differenza di Volrys, le cui richieste della Procura sono state esaminate in precedenza, NDR). Ha mostrato tutto, e persino in udienza ha affermato di voler riservare alla stampa delle rivelazioni. Al momento dell’arresto ha insultato copiosamente gli inquirenti, per poi collaborare il giorno seguente. Ha avuto un atteggiamento inappropriato in udienza. Ha tuttavia ammesso 4 anni di traffico di orologi contraffatti. Si era accordato con Zen, in Cina, per la preparazione dei pacchi che sono transitati per la posta cinese e poi per quella francese. Aveva 38 rivenditori autorizzati, tra cui Florian R. “Migliaia e migliaia” di orologi venduti, secondo le sue stesse parole, il che sembra plausibile. Ne ha dichiarati 12.000, di cui l’80% erano falsi Rolex.”

“Gli orologi sono imitazioni vendute a clienti che sapevano trattarsi di contraffazioni. Ma il fascicolo non stabilisce che siano stati poi rivenduti come autentici. Ci troviamo dunque di fronte a detenzione e vendita di merci contraffatte in banda organizzata, riciclaggio e associazione a delinquere. È da notare che Julien V. ha cessato ogni attività nel novembre 2022, quando è stato arrestato.”
“Questa rete era fuori dal comune. I guadagni si contano in milioni, se non decine di milioni. Se fosse stato collaborativo, se i beni di origine criminale fossero stati restituiti, la pena richiesta ne avrebbe risentito. Ma il suo atteggiamento di sfida amplifica il turbamento causato dalla sua attività.”

“Per tutto ciò il Ministero Pubblico richiede 4 anni di carcere, di cui 18 mesi fermi (12 mesi sono già stati scontati in custodia cautelare, quindi potrebbe uscire domani con un braccialetto elettronico, NDR) e 30 mesi di sospensione condizionale con messa alla prova. Chiediamo 750.000 € di ammenda, il divieto di gestire un’impresa per 10 anni, e il divieto di lasciare il territorio per un periodo che il Tribunale valuterà. Teniamo a ricordare che la frode di Julien V. ha causato un pregiudizio solo ai marchi, e non un turbamento dell’ordine pubblico (a differenza, sottinteso, di Volrys e di Florian R., NDR).”
Poi è il turno del caso Florian R.
“Florian R. è colui che ha causato il maggior turbamento dell’ordine pubblico”, annuncia il procuratore della Repubblica. E prosegue: “Perché ha corrotto agenti di polizia (per consultazioni di banche dati, NDR). È al centro di questa banda organizzata. Ha fatto delle rivelazioni (il denaro alla stampa, NDR). Ha ammesso quanto risulta dal fascicolo, ma ne manca una parte perché ha distrutto i suoi file informatici. Aveva 24 conti bancari con 82.000 €, 19.000 €, 21.000 € e 331.000 UDP in criptovaluta sequestrati. Si è reso colpevole di 14 reati.”

“Contro Florian R. chiediamo 150.000 € di ammenda, 6 anni di carcere con un periodo di sicurezza pari ai 2/3 della pena, ossia 4 anni, il divieto di gestire un’impresa per 10 anni e il mantenimento in custodia cautelare.”
“Infine, il Ministero Pubblico tiene a congratularsi con i servizi investigativi per la qualità del loro lavoro, ed è piuttosto raro averne così tanti che collaborano così bene insieme.”

L’udienza si conclude con le arringhe degli avvocati dei 5 imputati che compaiono per il traffico di documenti falsi. Tutti attaccheranno il Ministero Pubblico riguardo alla sua metafora astrale, che cercheranno di ridicolizzare. Quelli dei poliziotti presunti corrotti lo attaccheranno sul fatto che il procuratore della Repubblica ha qualificato questa corruzione di “agenti di base” come la più dannosa per la Società, sostenendo che quella di un ministro o di un Presidente della Repubblica sarebbe stata ben più grave. Abbiamo assistito a veri e propri scontri, ben più combattivi degli interventi dei difensori delle parti civili. Questa udienza è stata di grande qualità e avrebbe interessato qualsiasi studente di giurisprudenza desideroso di assistere a un caso di scuola.
Vi diamo appuntamento nelle nostre pagine per l’arringa dell’avvocata di Florian R. e naturalmente per la sentenza. Perché è importante notare che solo il Tribunale avrà l’ultima parola e non è tenuto a seguire né le richieste degli avvocati, né le richieste della Procura.
Domande frequenti
La Dogana ha chiesto una condanna solidale di 354.571.500 €, limitando però l’ammenda di Florian R. a 3.108.600 €, oltre al sequestro delle merci di frode.
Sulla base della sua dichiarazione di 12.000 orologi venduti, di cui l’80% falsi Rolex e il 20% altri marchi di lusso, applicando un prezzo medio che ha portato a un valore totale di 354 milioni di euro.
Il Parquet ha richiesto 4 anni di carcere di cui 18 mesi fermi, 30 mesi di sospensione condizionale con messa alla prova, 750.000 € di ammenda, il divieto di gestire un’impresa per 10 anni e il divieto di lasciare il territorio francese.
Perché ha corrotto agenti di polizia per ottenere consultazioni di banche dati, si trovava al centro della banda organizzata e aveva 24 conti bancari con centinaia di migliaia di euro e criptovalute sequestrate.
Ha paragonato il caso al sistema solare, con la frode al centro come il sole e ogni imputato come un pianeta più o meno vicino; la metafora è stata accolta con imbarazzo e scarsa convinzione dai presenti in aula.
- Parte 1: La scena iniziale
- Parte 2: Cronologia dei fatti
- Parte 3: Il cuore del caso
- Parte 4: Il denaro nascosto
- Parte 5: Il teatro dei burattini
- Parte 6: Un’udienza più serena
- Parte 7: Le conclusioni di Rolex
- Parte 8: Il danno ai marchi
- Parte 9: Dogana e Procura ←
- Parte 10: L’arringa della difesa
- Parte 11: Il verdetto (208 milioni di euro)



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