Abbiamo fatto buoni progressi nel processo di Julien V. e dei suoi presunti complici, al primo posto dei quali Florian R. Gli « attori » sono stati presentati, insieme ai capi d’imputazione, il Presidente del Tribunale ha dettagliato la cronologia dei fatti, siamo entrati nel vivo della questione, con, talvolta, qualche colpo di scena. È tempo di chiudere questi dibattimenti prima di passare alle arringhe degli avvocati che rappresentano le parti civili, seguite dalle requisitorie della Procura (Parquet) e dall’ultima parola lasciata alla difesa. Arriverà poi il verdetto del Tribunale, che tutti attendiamo pazientemente. Ci resta dunque « del lavoro »…
« Ci ha detto che aveva complicità interne all’interno di Rolex. Sono queste persone a fornirle i numeri di serie autentici degli orologi Rolex per fabbricare le sue doublettes ? » chiede il Presidente del Tribunale a Julien V. « No, quello è un altro business » risponde quest’ultimo. « Quindi il cliente comprava le sue doublettes a 6 500 € per pagare meno di un originale, per poi rivenderla più cara in seguito ? » chiede di nuovo il Presidente.

« Senta, facevo diverse cose. » Spiega Julien V. « facevo contraffazioni cinesi a 400 €, facevo doublettes a 1 500 €, facevo assemblaggi a 6 500 €, e facevo anche del 100 % vero andando a procurarmi pezzi veri che assemblavo. C’è del 100 % falso e del 100 % vero ! Copiavo alla perfezione perché sono un perfezionista ! ».

Il Presidente assume un tono grave per affrontare un argomento molto serio, ammesso che i precedenti non lo fossero già a questo livello. Cita il riferimento D-704-XX del fascicolo e lo proietta sullo schermo del Tribunale. Vi si vede la foto di una ragazza vestita di giallo, su una catena di montaggio, con una cassa di falso orologio Rolex in mano. « Ha detto in uno dei suoi messaggi Telegram che una ragazza di 8-10 anni lavorava per lei. Cosa ha da dire in merito ? » « Assolutamente no ! È sicuro che non sia mia figlia ? O forse è la figlia del mio socio. (Il viso della bambina è sfocato, NDR) Io non faccio lavorare i bambini ! » risponde Julien V.

L’avvocato di Patek Philippe interpella Julien V. « Per lei, se fa assemblare un orologio con elementi autentici, è un originale ? ». « Beh sì, non è una contraffazione. » replica Julien V. « Grazie al suo traffico ha comprato una casa da 15 milioni di Bahts, una Lamborghini e una Porsche, giusto ? ». « Sì » dice.

Nel 2022 lei spiega alla sua platea che va in pensione. Parla di migliaia di orologi di fascia bassa, di doublettes, e di assemblaggi di falsi con alcuni pezzi veri che vende a 6 500 €. Ma ci sono pezzi che lei definisce autentici che assembla anche ? » « Sì, e allora ? Ma tu non capisci niente, sei proprio un pagliaccio, siediti ! »

A questo punto l’atmosfera si tende. Il Presidente interviene per ricordare a Julien V. che non deve parlare così, e l’avvocato si difende invocando il proprio libero arbitrio per sedersi quando lo desidera. Il procuratore della Repubblica interviene e si rivolge a Florian R.

Signor Florian R., ha venduto soltanto i 50 orologi Rolex Daytona doublettes che ha menzionato sulla sua boutique virtuale la Gxxxxx ? ». Florian R., più pacato e più loquace, riesce con le sue risposte a calmare l’atmosfera deleteria che regnava in precedenza. « No, ce ne sono stati altri. Gli altri venivano da WeChat, direttamente dalla Cina. Solo i 50 menzionati venivano da Julien. Ed è successo una sola volta. Da febbraio 2021 a febbraio 2022 ho venduto solo circa 10 orologi al mese.

« RR Réplica è Julien V. ? » chiede il Procuratore. « No, non è lui ». « Chi è ? » « Lo sa benissimo. L’ha fermato a Parigi al suo ritorno da Dubai. ».
Il procuratore della Repubblica si rivolge a Julien V. « Signor V., non le porrò domande poiché desidera mantenere il silenzio. Ma la evocherò comunque. Su P. Replica lei dice di essere il miglior venditore di contraffazioni d’Europa. Fa anche sfoggio della sua giornata tipo. Dice di non avere tempo per nulla. Di conseguenza, 12 000 orologi non sembra eccessivo nel tempo, leggendo la sua giornata tipo. »
Rivolgendosi al Tribunale : « In audizione dice di guadagnare 200 €/orologio. Su 12 000 orologi si arriva a 2,4 milioni di euro di profitti. »

Guardando di nuovo l’imputato Julien V. : « In Thailandia ha dichiarato che Florian R. era suo cliente. Quello che capisco è che già dal 2020, la Gxxxx (nome della boutique virtuale di Florian R., NDR) era un rivenditore di Julien V. Abbiamo 38 rivenditori certificati da P. Replica (Julien V. certificava i suoi migliori rivenditori, come un marchio certifica i propri rivenditori ufficiali, NDR). Quindi Florian R. non era il suo commerciale, comprava e rivendeva i suoi orologi. »

Arriviamo alla fine dei dibattimenti riguardanti i due imputati, Julien V. e Florian R. Il Presidente del Tribunale chiede che un fascicolo sia consegnato a Julien V., dato che non ha un avvocato. L’avvocato di Rolex dice di non essere in grado di farlo. È allora che Julien V. gli dice bruscamente : « Non ti stancare, non lo voglio il tuo fascicolo ! ».

Un altro imputato è chiamato alla sbarra. Comparisce in libertà, ma associato alla banda organizzata in qualità di fornitore della Gxxxxx di Florian R. Perché questa boutique virtuale non proponeva soltanto orologi di contraffazione. Si poteva avere accesso a falsi pass sanitari, a falsi documenti di ogni tipo come carte d’identità o permessi di soggiorno, ma anche a consultazioni di archivi della Polizia. Ci limiteremo a menzionare brevemente questo aspetto per mostrare che tutti i traffici sono spesso collegati. La contraffazione non è un traffico isolato. Bisogna sempre tenerlo a mente. Avallare la contraffazione significa avallare la criminalità organizzata nel suo insieme.

Nel prossimo articolo, faremo conoscenza con la personalità di Florian R., la cronologia dei fatti che lo riguardano, e un altro aspetto del traffico di contraffazioni di orologi che ha inondato la Francia da almeno 5 anni.
Domande frequenti
Vuole sapere se le complicità interne a Rolex fornissero a Julien V. i numeri di serie autentici usati per fabbricare le doublettes; Julien V. nega, sostenendo che si trattava di un business separato.
Dichiara di aver prodotto contraffazioni cinesi a 400 €, doublettes a 1.500 €, assemblaggi con pezzi veri e falsi a 6.500 €, e persino orologi assemblati con pezzi interamente autentici.
Un suo messaggio Telegram menziona una ragazza di 8-10 anni che lavorava per lui su una catena di montaggio di false Rolex; lui nega, ipotizzando che si tratti della figlia sua o del socio.
Il procuratore rivela che la boutique di Florian R. figurava tra i 38 rivenditori certificati da P. Replica fin dal 2020, dimostrando che Florian R. comprava e rivendeva gli orologi di Julien V. anziché essere solo un suo commerciale.
La boutique offriva anche falsi pass sanitari, documenti falsi come carte d’identità e permessi di soggiorno, e accesso a consultazioni di archivi della Polizia, a dimostrazione che la contraffazione è spesso collegata ad altre forme di criminalità organizzata.
- Parte 1: La scena iniziale
- Parte 2: Cronologia dei fatti
- Parte 3: Il cuore del caso
- Parte 4: Il denaro nascosto
- Parte 5: Il teatro dei burattini ←
- Parte 6: Un’udienza più serena
- Parte 7: Le conclusioni di Rolex
- Parte 8: Il danno ai marchi
- Parte 9: Dogana e Procura
- Parte 10: L’arringa della difesa
- Parte 11: Il verdetto (208 milioni di euro)



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