Gli osservatori del mondo orologiero e gli appassionati degli orologi Rolex avranno notato alcune imprecisioni e affermazioni azzardate pronunciate dall’Avvocato Thibault Lachacinski in occasione della sua arringa a favore dei suoi clienti, Rolex SA e Rolex France. Non possiamo biasimarlo, dato che la materia è al contempo tecnica dal punto di vista orologiero e dal punto di vista dell’articolazione della procedura in materia di contraffazione.
Vi è, tuttavia, un avvocato che ha fatto una forte impressione con un’arringa brillante di precisione e padronanza tecnica: Avvocato Romain Boulet. Il suo coinvolgimento nel processo è stato esemplare, dato che è stato l’unico avvocato a partecipare a tutte le udienze di cui possiamo testimoniare, mentre tutti gli altri si presentavano solo per le loro parti. Un vero peccato!

Ecco alcuni estratti scelti della sua arringa molto eloquente a favore dei suoi clienti Audemars Piguet, Chanel, Omega, Patek Philippe e Richard Mille.
«Questo procedimento è una prima storica che permette una visione globale della piaga della contraffazione. Lo dobbiamo alla Federazione dell’Industria Orologiera Svizzera (FH), ancor prima degli inquirenti del Servizio Investigativo Giudiziario delle Finanze (Dogana). La FH ha redatto un rapporto molto completo versato agli atti. Ciò dimostra la preoccupazione dei marchi di porre un freno a questo traffico. La vostra decisione (si rivolge al Tribunale, ndr) sarà osservata e apprezzata dalle parti civili. E se questa mole di dati ha potuto essere raccolta dalla FH, è perché il danno è colossale.»

«Non siamo qui a difendere lo “Swiss Made” né i profitti degli industriali svizzeri, ma quando si vede l’organizzazione che abbiamo di fronte, ci troviamo di fronte all’industria della contraffazione. Non si tratta di volgari contraffazioni, ma di “opere d’arte”. Si arriva persino all’assemblaggio di pezzi autentici per vendere un prodotto come se fosse vero. E abbiamo visto delle armi e ci sono state minacce nei confronti del personale orologiero. Quindi non siamo di fronte a bravi ragazzi che ammettono i fatti.»

«La reputazione e l’eccellenza dei miei clienti sono messe in discussione. Bisogna sapere che gioielli e orologi contraffatti rappresentano nell’Unione Europea un mercato di 1,9 miliardi di euro, ovvero il 13% del commercio e 15.000 posti di lavoro, secondo un rapporto del Ministero dell’Economia e delle Finanze risalente al 2018. (I risultati dell’ultimo rapporto non erano ancora stati diffusi quando l’avvocato ha preparato l’intervento, ndr)»

«Per quanto riguarda il metodo di calcolo che abbiamo scelto, abbiamo ritenuto più equo attaccare i profitti degli imputati. La Direttiva 2004/48/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale lo consente. E la Corte d’Appello di Parigi ci guida grazie a un fascicolo “passo dopo passo”.»

«Esiste un danno materiale e un danno morale. Il signor Julien V. ha dichiarato di aver guadagnato 3 milioni di euro. Il signor Florian R. ha guadagnato meno. Ma da penalisti, chiederemo la solidarietà tra i due imputati. Per quanto riguarda il numero di orologi venduti, sono 12.000 secondo le dichiarazioni di Julien V. Ma in pubblico parlava di “migliaia e migliaia”. 12.000 essendo a mio avviso un minimo. Io rappresento 5 marchi, il che, secondo i miei calcoli, corrisponde a 300 orologi per marchio, in media, dato che Rolex rappresenta l’80% del danno. Con una media di 400 € di profitto per orologio, arriviamo a 120.000 € di profitto per ciascun marchio interessato.»

«Sapendo che le spese di pubblicità e sponsorizzazione rappresentano in media il 10% del fatturato dei marchi nel settore orologiero, chiedo 30.000 € in più da aggiungere ai 120.000 € per il danno materiale. Il che fa un totale di 150.000 € per marchio e un totale generale a titolo di danno materiale di 750.000 €.»

«Per quanto riguarda il danno morale, seguirò gli esempi e i criteri della Corte d’Appello. Sono 6 e li ritroviamo tutti nel nostro caso. L’immagine dei marchi che rappresento è stata costruita nel corso di anni. Attraverso di me parla anche James Bond. È Serena Williams, è Michael Phelps… Avrei apprezzato che “Natacha Deglingue” o “Tony 77” (pseudonimi di clienti di Julien V., ndr) indossassero orologi veri. Ma attenzione, va notato bene che non si tratta di disprezzo verso queste persone né di disprezzo di classe. Pertanto, chiederemo 80.000 euro a titolo di danno morale per ciascuno dei marchi. Per un totale di 400.000 euro.»

«Non siamo ingenui. Sappiamo che altri hanno già preso il loro posto. Sappiamo anche che non è la pena a dissuadere gli altri contraffattori. Ma pensiamo ai clienti dei nostri marchi e alle vittime che sono state clienti dei contraffattori. Chiediamo quindi, inoltre, ai sensi dell’articolo 131-35 del Codice Penale, una pubblicazione su una testata di stampa generalista come Le Figaro, e sulla stampa specializzata come Montres Magazine. E chiediamo anche una pubblicazione sui social network degli imputati ancora attivi.»

Giunse infine l’ultima arringa, quella dell’Avvocato Jean-Sébastien Mariez, per i marchi Hublot e Fred Paris.
«Posso fare mie le conclusioni dei miei colleghi. Abbiamo scoperto la contraffazione attraverso un’operazione condotta da un Ufficiale Giudiziario che avevamo incaricato ai fini di un acquisto sotto copertura di un orologio proposto da Julien V. Il danno subito dai miei clienti riguarda 300 orologi Hublot e 78 gioielli Fred Paris. Chiediamo 70.400 euro per il marchio Hublot a titolo di danno materiale, a cui aggiungiamo 40.000 euro di valore forfettario a titolo di danno morale. Per un totale di 110.400 euro. Per Fred Paris si tratta di 83.600 euro di danno materiale e 40.000 euro forfettari di danno morale. Per un totale di 123.600 euro. E anche noi sollecitiamo una misura di pubblicazione sulla stampa generalista e sulla stampa specializzata.».

Non essendo presente la Dogana a questa udienza, quest’ultima viene sospesa dal Presidente del Tribunale. È dunque tempo per noi di fornirvi un riepilogo delle somme richieste da tutte le parti civili:
- Rolex SA e Rolex France: 7.380.000 euro di danno materiale e 4 milioni di euro di danno morale.
- Audemars Piguet, Chanel, Omega, Patek Philippe e Richard Mille: 750.000 euro di danno materiale e 400.000 euro di danno morale.
- Hublot e Fred Paris: 154.000 euro di danno materiale e 80.000 euro di danno morale.
- Per un totale generale di 8.284.000 euro + 4.480.000 euro = 12.764.000 euro cumulati, richiesti dalle parti civili ai due imputati.
Nel nostro prossimo articolo troverete le conclusioni dell’agente responsabile del procedimento della Dogana e le richieste della Procura (Parquet).
Domande frequenti
Ha chiesto un totale di 750.000 euro di danno materiale e 400.000 euro di danno morale, per una media di 150.000 euro per marchio.
Hanno richiesto 7.380.000 euro di danno materiale e 4 milioni di euro di danno morale.
Per Hublot un totale di 110.400 euro (70.400 euro di danno materiale e 40.000 euro di danno morale) e per Fred Paris un totale di 123.600 euro (83.600 euro di danno materiale e 40.000 euro di danno morale).
Il totale generale ammonta a 12.764.000 euro, sommando 8.284.000 euro di danno materiale e 4.480.000 euro di danno morale.
Hanno chiesto una pubblicazione della sentenza sulla stampa generalista (come Le Figaro) e specializzata (come Montres Magazine), oltre alla pubblicazione sui social network degli imputati ancora attivi.
- Parte 1: La scena iniziale
- Parte 2: Cronologia dei fatti
- Parte 3: Il cuore del caso
- Parte 4: Il denaro nascosto
- Parte 5: Il teatro dei burattini
- Parte 6: Un’udienza più serena
- Parte 7: Le conclusioni di Rolex
- Parte 8: Il danno ai marchi ←
- Parte 9: Dogana e Procura
- Parte 10: L’arringa della difesa
- Parte 11: Il verdetto (208 milioni di euro)



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