Sono ormai diversi anni che seguiamo questa vicenda. Prima avendo avuto accesso ad appassionati di orologeria truffati con orologi falsi, poi avendo accettato la pubblicazione di liste di «doublettes» sui nostri social network per allertare eventuali acquirenti. (Vi spiegheremo più avanti cosa significa il termine «doublettes», NDR). E poi, due anni fa, questa vicenda ha fatto scalpore. Un blitz della Dogana (Douanes, DGDDI) e della Polizia è apparso sulla stampa regionale, e in modo quasi concomitante Julien V. è finito sulle notizie del gruppo Facebook Club Rolex France.

Durante tutto questo tempo, abbiamo consultato numerose persone in possesso di informazioni in merito. Vittime, rappresentanti ufficiali delle istituzioni orologiere, giornalisti, rappresentanti di marchi… eccetera. Ma pochi erano coloro che padroneggiavano sia l’argomento sia lo svolgimento dei fatti.

Abbiamo quindi continuato a documentarci. Le fonti erano piuttosto scarse, e soprattutto imperfette. Ciò che ci ha spinto ad aspettare prima di pubblicare qualcosa in merito. Perché per noi era fondamentale essere il più precisi possibile, il più vicini possibile alla verità, e in grado di aiutarvi a decifrare la posta in gioco di una vicenda simile.

Si tratta infatti del più grande caso di contraffazione di orologi che un tribunale abbia mai dovuto trattare. Non dal punto di vista delle quantità, poiché sono già stati sequestrati container dalla dogana in tutto il mondo, ma per la sua organizzazione, per le somme generate e per la posta in gioco che ne deriva.
Benvenuti nel primo episodio del caso Julien V., dal nome del principale indagato, il quale, non essendo ancora stato giudicato fino a oggi, è presunto innocente. Insistiamo su questo punto, e adotteremo tutte le precauzioni necessarie per mantenere la massima obiettività. Vi racconteremo i fatti, li decifreremo, e tenteremo un’analisi in qualità di osservatori informati. Divulgheremo i nomi delle persone solo in caso di condanna a una pena superiore a due anni di carcere, secondo la deontologia giornalistica a cui aderiamo.
Il caso è giudicato dal Tribunale giudiziario di Parigi (Tribunal Judiciaire de Paris), nello specifico dalla 13ª sezione penale (detta correzionale) specializzata in «criminalità sofisticata».

In questa pagina
Compaiono 8 imputati:
- Il Sig. Florian R., attualmente in custodia cautelare.
- Il Sig. Anthony P., a piede libero.
- Il Sig. Yassine G., a piede libero.
- La Sig.ra Séphora O., a piede libero.
- Il Sig. Kevin P., a piede libero.
- Il Sig. Karim S., a piede libero.
- Il Sig. Aurélien C., a piede libero.
- Il Sig. Julien V., attualmente in custodia cautelare.
Le parti del processo sono gli imputati sopra citati, la Procura (Parquet) rappresentata dai magistrati del procuratore della Repubblica, e le parti civili.
Si sono costituite parti civili:
- SAS Chanel
- SA Audemars Piguet Holding
- Direzione Generale delle Dogane e dei Diritti Indiretti (Direction Générale des Douanes et Droits Indirects, DGDDI)
- SA Fred Paris
- Rolex France
- SA Hublot
- SA Patek Philippe SA Geneve
- SA Omega
- Rolex SA, società di diritto svizzero
- SA Turlen Holding

Imputati e parti civili sono elencati nell’ordine in cui compaiono sul ruolo di udienza del cancelliere (documento ufficiale che riporta «l’ordine del giorno»). Ad eccezione del cognome degli imputati, per le ragioni sopra esposte.

I capi d’imputazione a carico degli indagati sono i seguenti:
- Favoreggiamento dell’ingresso, della circolazione o del soggiorno irregolari di uno straniero in Francia o in uno Stato parte della Convenzione di Schengen, in banda organizzata.
- Accesso abusivo a un sistema di trattamento automatizzato di dati commesso in banda organizzata.
- Riciclaggio: concorso in un’operazione di collocamento, occultamento o conversione del provento di un reato punito con una pena non superiore a 5 anni.
- Corruzione attiva: offerta o concessione di un vantaggio a una persona depositaria di pubblica autorità.
- Corruzione passiva: sollecitazione o accettazione di un vantaggio da parte di una persona depositaria di pubblica autorità.
- Detenzione in banda organizzata di merce contraffatta (marchio) senza documento giustificativo regolare: fatto equiparato all’importazione di contrabbando.
- Detenzione fraudolenta di dati contenuti in un sistema di trattamento automatizzato di dati a carattere personale gestito dallo Stato.
- Detenzione fraudolenta di falso documento amministrativo attestante un diritto, un’identità o una qualità, o concedente un’autorizzazione.
- Detenzione, in banda organizzata, di merce presentata sotto un marchio contraffatto.
- Accordo finalizzato a un accesso fraudolento a un sistema di trattamento automatizzato di dati a carattere personale gestito dallo Stato.
- Estrazione fraudolenta di dati contenuti in un sistema di trattamento automatizzato di dati a carattere personale gestito dallo Stato.
- Falso in documento amministrativo commesso in maniera abituale.
- Fornitura fraudolenta di documenti amministrativi attestanti un diritto, un’identità o una qualità, o concedenti un’autorizzazione.
- Fornitura fraudolenta abituale di documento amministrativo.
- Introduzione fraudolenta di dati in un sistema di trattamento automatizzato di dati a carattere personale gestito dallo Stato.
- Partecipazione ad associazione a delinquere finalizzata alla preparazione di un reato punito con 10 anni di reclusione.
- Ricettazione di bene proveniente da un reato punito con una pena non superiore a 5 anni di reclusione.
- Ricettazione di bene proveniente dalla violazione del segreto professionale.
- Rifiuto di consegnare alle autorità giudiziarie o di attuare la convenzione segreta di decifrazione di un mezzo di crittologia.
- Trasmissione fraudolenta di dati contenuti in un sistema di trattamento automatizzato di dati a carattere personale gestito dallo Stato.
- Vendita, o messa in vendita, in banda organizzata, di merci presentate sotto un marchio contraffatto.
- Violazione del segreto professionale.

Questo lungo elenco dei capi d’imputazione contro gli indagati mette in luce il fatto che la criminalità organizzata è effettivamente ben organizzata. Con compiti ben precisi affidati a ciascuno dei partecipanti, e con un carattere pluridisciplinare dell’attività. In questo caso si parla di documenti falsi, corruzione, pirateria informatica e numerose altre attività. Potrebbe altrettanto trattarsi di numerose altre attività criminali, come la tratta dei minori, come evocheremo più avanti, e come menzionato dal Presidente del Tribunale sulla base di un elemento fotografico versato agli atti.

Richiamiamo quindi l’attenzione dei nostri lettori che potrebbero pensare che l’acquisto o il possesso di un orologio contraffatto sia poco dannoso, mentre in realtà si renderebbero complici, indiretti certo, ma comunque complici, di cose abominevoli. Contraffazioni da non confondere con customizzazioni.

Vi diamo appuntamento prossimamente sulle nostre pagine per la comparizione dei due principali imputati, riguardo a ciò che ci interessa di più, ossia la contraffazione di orologi.
Domande frequenti
Il principale imputato è Julien V., attualmente in custodia cautelare insieme a Florian R.
Il caso è giudicato dal Tribunale giudiziario di Parigi (Tribunal Judiciaire de Paris), nello specifico dalla 13ª sezione penale specializzata in criminalità sofisticata.
Compaiono 8 imputati: Florian R. e Julien V. sono in custodia cautelare, gli altri sei comparsi a piede libero.
Tra le parti civili figurano Chanel, Audemars Piguet, Rolex, Hublot, Patek Philippe, Omega e Fred Paris, oltre alla Direzione Generale delle Dogane e dei Diritti Indiretti.
Non per le quantità sequestrate, ma per il livello di organizzazione, le somme generate e la posta in gioco, che comprende accuse di falsi documenti, corruzione e pirateria informatica.
- Parte 1: La scena iniziale ←
- Parte 2: Cronologia dei fatti
- Parte 3: Il cuore del caso
- Parte 4: Il denaro nascosto
- Parte 5: Il teatro dei burattini
- Parte 6: Un’udienza più serena
- Parte 7: Le conclusioni di Rolex
- Parte 8: Il danno ai marchi
- Parte 9: Dogana e Procura
- Parte 10: L’arringa della difesa
- Parte 11: Il verdetto (208 milioni di euro)



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