Il 18 novembre 2009 incontravo per la prima volta Hervé Laniez, allora Presidente di Seiko France. Ero salito da Marsiglia a Parigi apposta per una serata di presentazione di una novità, nella boutique che allora chiamavamo ancora «il Seiko Center». Passion Horlogère era appena nata come club di appassionati di orologeria, e avevamo conosciuto il marchio Seiko in occasione di una giornata dedicata agli orologi organizzata il 16 maggio precedente.
In questa pagina
Un primo incontro a Parigi
Frédéric Blond mi aveva proposto di invitare alcuni membri di Passion Horlogère a quella serata, e mi aveva avvisato che avrei incontrato Sandra Clerc-Vernerey, della comunicazione del marchio, e Hervé Laniez, il suo Presidente in Francia.
Sapendolo, avevo preparato il viaggio buttando giù qualche domanda su un foglio. Un esercizio che non avevo mai fatto prima, e che contavo di pubblicare poi su Forumamontres, forum di orologeria animato da Joël Duval, alias «Zen». All’epoca la testata Passion Horlogère non esisteva ancora e nessuno, nemmeno io, poteva immaginare che cosa sarebbe diventata in seguito.
Fu dunque quel giorno preciso che conobbi quest’uomo alto, elegante, dalla parola franca, con uno sguardo azzurro acciaio che ti scrutava letteralmente, ma mai glaciale. Al contrario, Hervé Laniez aveva sempre uno sguardo benevolo, persino divertito. Almeno, io l’ho sempre percepito così…

L’intervista al Seiko Center
Quando proposi questa intervista a Frédéric e poi a Sandra, nessuno dei due sapeva se avrebbe accettato. Perché Hervé Laniez non era un uomo che amava mettersi in mostra. Voleva sempre farsi da parte dietro «i prodotti». Voleva che si parlasse degli orologi Seiko, non di lui! Ma sapendo che ero un appassionato e non un giornalista, la cosa probabilmente lo divertì… Così, durante la serata, ci appartammo insieme a Sandra. Doveva durare solo qualche minuto… e invece ci dilungammo parecchio. Perché la conversazione era schietta, e senza sottintesi da parte mia. Soprattutto senza altro interesse che parlare di Seiko agli appassionati di orologi che mi seguivano in Passion Horlogère e su FAM (Forumamontres).
L’intervista fu pubblicata su FAM nei giorni successivi, e ripresa qualche anno più tardi su Passion Horlogère, quando nacque la testata.
L’intervista è consultabile qui
E da quel momento tutto accelerò! Nacque un rapporto di fiducia. Hervé Laniez apprezzò quella pubblicazione, rispettosa dello scambio che avevamo avuto. Al di là dell’aspetto puramente professionale, avevamo potuto parlare di argomenti diversi e tra noi c’era davvero sintonia. Apprezzavo il dirigente esperto che era, con una visione strategica globale del mercato. Imparavo da lui!

Basilea, il rituale e l’inizio di un’amicizia
Ci rivedemmo a Basilea il 25 marzo 2010. L’appuntamento era stato fissato con Sandra, che accoglieva me e altri 5 appassionati, membri di Passion Horlogère. Hervé aveva riservato quella fascia oraria per poter parlare con noi. Terminata la presentazione delle novità, mi propose di accompagnarlo per quello che sarebbe diventato un rituale. Una «pausa sigaretta» sulle scale laterali di emergenza della Hall 1. Dato che lo stand Seiko si trovava al piano superiore e lontano dall’uscita, Hervé trasgrediva con gusto quel divieto elvetico e apprezzava il mio divertimento complice. Da quel giorno, e da quella sigaretta, mi chiese di dargli del tu! E poi, ogni anno, a Basilea ci concedevamo quel momento amichevole dopo la presentazione dei modelli, a cui partecipò sempre. Mi lanciava regolarmente dei «Bello questo, eh!?» di cui sento ancora l’intonazione. Voleva sempre sapere che cosa pensassi dei suoi orologi. Eppure mi è capitato di dirgli delle enormi sciocchezze. Come al lancio del Seiko Astron. Quando mi chiese che cosa ne pensassi, ricordo di avergli risposto: «Non so a chi lo venderai. Forse ai negozi Le vieux Campeur!?». Fece bene a non ascoltarmi e a fare un ordine enorme! Il modello fu un successo strepitoso!!!

L’invito in Giappone
Dopo Baselworld, nel maggio 2010, un sabato, mentre ero a una riunione di famiglia, ricevo una telefonata. È Hervé Laniez. Mi chiede come sto, mi dà sue notizie e mi espone un’idea. Ma comincia con una domanda. In realtà era raro che iniziasse una conversazione esponendo tutto ciò che aveva in testa. Teneva sempre qualche carta in mano…
«Thierry, parli inglese?» mi chiese. «Sì, insomma, me la cavo…» gli risposi. «Sapresti seguire un evento in inglese ed eventualmente fare un’intervista in inglese?» continuò. «Non lo so, non l’ho mai fatto, ma sinceramente non mi spaventa!» replicai. Mentre in fondo ricordavo a malapena le mie lezioni di inglese potenziato da studente nella media, ma ricordavo anche che mi piacevano.
Ed è a partire da quella risposta, da quel «non mi spaventa», che lui proseguì. Aveva l’idea di mandarmi in Giappone a visitare gli stabilimenti Seiko. Visitare la «Manifattura», come si dice in Svizzera. Solo che qui si parla di un’altra dimensione…

Non risposi subito di sì. Gli chiesi un po’ di tempo, con il pretesto di doverne parlare al mio datore di lavoro. Quello che non ha mai saputo è che non mi preoccupavo affatto di ottenere il permesso del mio datore di lavoro: in realtà volevo parlarne con mia moglie prima di decidere qualsiasi cosa. Credo che lo avrebbe fatto ridere parecchio! Il via libera era cosa fatta 10 minuti dopo la fine della telefonata, ma aspettai il lunedì per richiamare Hervé. E anche lui doveva concordare la cosa con Sandra. Ma sembrava già deciso tra loro, ancora prima della sua chiamata.
Hervé era un uomo rispettoso del lavoro dei suoi collaboratori. Non prendeva mai una decisione fuori dal proprio ambito di competenza senza coinvolgerli. Quante volte abbiamo parlato di cose per cui mi diceva (divertito) «d’accordo, ma vedi con Sandra». Il fatto è che conosceva bene e stimava molto la sua responsabile della comunicazione. Formavano una coppia formidabile, entrambi dal carattere forte…

Il viaggio in Giappone, una svolta
Questo viaggio in Giappone si svolse alla fine di settembre 2010 e fu tanto una rivelazione per me quanto un acceleratore per il professionista dell’orologeria che sarei diventato qualche anno dopo. Lì scoprii e apprezzai Grand Seiko, che annunciava la globalizzazione della propria politica commerciale, e lì incontrai delle persone. Prima di tutto Shinji Hattori, che diventava Membro d’Onore di Passion Horlogère, subito dopo Jean-Claude Biver il 26 giugno precedente. Lì incontrai giornalisti internazionali di fama come Jack Forster. E lì incontrai anche un collezionista che avrebbe a sua volta dato una spinta decisiva alla mia avventura nell’orologeria. Il Dr Bernard Cheong mi invitò allora a far parte di una giuria internazionale a Kuala Lumpur nel dicembre dello stesso anno. Cosa che più tardi mi diede l’idea di proporre alla maison Bucherer di creare il Bucherer Watch Award a margine di Belles Montres, a Parigi…. Ma questa è un’altra (bella) storia.
Quella proposta di Hervé Laniez di invitarmi in Giappone aveva trasformato la mia passione: da semplice appassionato di orologi ero diventato appassionato e osservatore dell’intero mondo dell’orologeria. Del resto, dopo quella magnifica esperienza ci eravamo rivisti a Parigi. E gli parlai dell’invito a Kuala Lumpur, proponendogli di indossare un Grand Seiko se era d’accordo. Ne avevo ordinato uno (che adoro) dopo la visita in Giappone, ma non era ancora arrivato. Allora si sfilò quello che portava al polso e lo mise al mio: «Tieni, mettilo tu. Questo mi piace, e sarà perfetto per la piscina dell’hotel», mi disse sorridendo.

Un rapporto di fiducia, al di là del business
Non era quindi un rapporto legato solo al «business» quello che ci univa. Naturalmente, in seguito abbiamo fatto molte cose insieme. Un orologio in serie limitata per Passion Horlogère, una lotteria per le vittime dello tsunami del 2011, e tante altre cose ancora. C’era un legame particolare. Affettivo per quanto mi riguarda, perché, così come per Jean-Claude Biver, so bene che senza il sostegno di Hervé Laniez non avrei mai potuto vivere della mia passione. È al sostegno di questi due uomini che devo la svolta professionale della mia passione. È la loro fiducia, e quella capacità di scommettere su uno sconosciuto senza alcuna esperienza, che permette di dare una possibilità a nuovi protagonisti.
L’ultima conversazione
Hervé lasciò la guida di Seiko France nel 2019. Ma non per questo smettemmo di sentirci. Ci telefonavamo di tanto in tanto. La sua ultima chiamata risale a qualche mese fa. Mi chiedeva consiglio su qualche bell’angolo del sud della Francia, dove pensava di comprare una casa. Gli parlai delle Alpilles, della Camargue e del Pic St Loup. Con la possibilità di vederci per pranzare insieme quando avesse deciso di andare a visitare qualche immobile.

Qualche giorno fa pensavo che era da tanto che non avevo sue notizie. Pensavo di fargli una telefonata, come eravamo soliti fare, di tanto in tanto, quando ne avevamo voglia… Ma ho ricevuto un’altra chiamata. È triste, è molto triste… ma è così…
Omaggio
Hervé Laniez ci ha lasciati mercoledì 9 novembre scorso. Desidero esprimere tutto il mio affetto alla moglie Raphaëlle, ai figli e a tutti i collaboratori Seiko che hanno lavorato con lui a Besançon e altrove. Con queste poche righe ho voluto onorarne la memoria, ma soprattutto ho voluto rendere il peso della gratitudine che gli rivolgo. Grazie Hervé, la mia prossima trasgressione in Svizzera la farò pensando a te.
Thierry Gasquez
Domande frequenti
Hervé Laniez è stato Presidente di Seiko France fino al 2019. Ha lasciato il segno nell’orologeria francese con il suo impegno per il marchio, il sostegno agli appassionati e la sua visione strategica del mercato.
Il 18 novembre 2009, durante una serata di presentazione nella boutique parigina allora chiamata «Seiko Center», qualche mese dopo la nascita del club Passion Horlogère.
Nel maggio 2010 Hervé Laniez propose a Thierry Gasquez di andare in Giappone a visitare gli stabilimenti Seiko. Quel viaggio, compiuto alla fine di settembre 2010, è stato una svolta decisiva nel suo percorso nell’orologeria.
Hervé Laniez è scomparso mercoledì 9 novembre 2022, poco prima della pubblicazione di questo omaggio.
Sandra Clerc-Vernerey era la responsabile della comunicazione di Seiko France e la collaboratrice di fiducia di Hervé Laniez. Ha seguito la maggior parte degli scambi tra Passion Horlogère e il marchio.



Lascia un commento